artSKATERS CHI É il PUBBLICO? SPIRITUALITÀ e pattini

Certo ti potrebbe sembrare una domanda banale e dalla risposta scontata, ma ti sei mai davvero chiesto chi è il pubblico?

Una cosa è certa, se con il tuo pubblico non senti che ci sia uno scambio, non percepisci chiaramente chi o cosa porti in dono, potresti domandarti qual’è la tua direzione e quali sono le tue intenzioni durante un’esibizione così facendo per esempio potresti scoprire quali sono le autentiche ragioni per cui ti infili i pattini ed ogni giorno ti alleni e fatichi.

Quanto segue potrai comprenderlo fino in fondo solo se ti concederai di uscire dalla tua personale e sicura zona di comfort. Se vuoi davvero conoscerti devi osare, per questo non ci sono scorciatoie, non ti basterà mettere solo un piede di fuori, è bene che tu lo sappia: fuori, dovrai metterceli entrambi i tuoi piedi. Ora però rilassati, non è obbligatorio, e anche per questo qualcuno potrebbe pensare che potrebbe non essere nemmeno adatto a tutti, infatti dipende fortemente quasi solo dal tuo attuale mindset e di cosa ne vuoi fare. Puoi tranquillamente decidere che non fa per te e continuare a fare quello che hai sempre fatto.

Se invece stai ancora leggendo allora sei sulla strada giusta per scoprire forse qualcosa di nuovo su di te. Dicevamo… chi è il pubblico? Hai provato o vorresti provare a porti questa domanda cambiando la tua solita prospettiva? Esci dalla tua comfort-zone e sperimenta un nuovo punto di osservazione e direzione del tuo sguardo. Possibilmente ricerca la visione più ampia e dunque chiediti CHI? o che COSA? rappresenta o potrebbe rappresentare, per te il pubblico.

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Potresti allora chiederti che cosa ti aspetti o cosa pretendi da questo pubblico, prova anche a portare la tua attenzione su cosa dai in cambio. Analogamente potresti affermare di conoscere qual’è il tuo dono? comprendi, per esempio, anche cosa condividi o cosa invece vorresti offrire e condividere ma per qualche strana ragione ancora non lo riesci a fare. Chi è, dunque non solo in generale il pubblico e cosa rappresenta ma, in questo caso e in modo più sottile, ti piacerebbe scoprire chi è il TUO personale pubblico?

Se mi stai seguendo avrai capito che il tema è molto più complesso di quello che sembrerebbe ad una prima superficiale lettura. Prova a considerare la possibilità che il pubblico e le sue re-azioni siano la manifestazione specchiante di alcune parti consce ed inconsce di te stesso. Quindi la domanda diventerebbe: quale parte di te il pubblico ti specchia? quale atteggiamento ti rimanda? Ovviamente non esiste una risposta univoca giusta o sbagliata ma esiste la TUA RISPOSTA, cioè la risposta GIUSTA per TE in questo momento. E ora ti suggerisco, proseguendo nella stessa direzione, sei pronto a chiederti chi è la giuria? Come vivi gli istanti di attesa che seguono immediatamente la performance durante una competizione e come accogli il risultato, qualsiasi esso sia? Quali sono le tue emozioni? e di nuovo… quale parte di te ti specchia? quale atteggiamento ti rimanda? Chi sono i giudici ed analogamente quale parte di te specchiano? Sempre restando nell’ipotesi che tutto quanto c’è fuori non è altro che la proiezione del tuo mondo interiore quale o quali parti di te stesso dunque stai proiettando o hai proiettato nella giuria?

E ora infine ti propongo questa semplice riflessione personale, e se siete un gruppo o in coppia provate in un secondo momento a parlarne anche insieme in un cerchio, apritevi e confrontatevi, sperimentate quanto può essere utile, stimolante ed efficace incontrare se stessi e gli altri… e, se via va, scriveteci e raccontateci la vostra esperienza. Dunque la riflessione è la seguente, quello che desidero che mi arrivi da fuori (pubblico, giuria, compagne/i etc.), quello che a volte pretendo… come se mi fosse dovuto, ecco individua ora bene di che cosa stai parlando a te stesso e chiamalo col suo preciso nome (il supporto e il sostegno, la comprensione, l’attenzione, sentirmi stimato, valorizzato, apprezzato, stimato, esaltato, visto e amato…) e prova a dire a te stesso e in tutta sincerità se già TU, sei il primo a concedere a te stesso tutto questo oppure lo pretendi solo da altri. In quest’ultimo caso come puoi pretendere che un’altra persona provi per te quello che nemmeno tu ti concedi di provare per te stesso? Così hai scoperto questa “legge” ovvero che nessuno farà mai per te qualcosa, qualsiasi cosa se non sarai stato tu il primo a farlo per te stesso. Ora forse sei anche consapevole di quanta energia ogni giorno ad esempio investi per ricercare approvazione fuori da te privando il tuo vero progetto, dentro di te, di quanto necessario perché tu possa realizzarlo. Ecco che hai compreso perché non raggiungi gli obiettivi che vorresti raggiungere o lo fai dissipando una grandissima quantità di energia, ben oltre quanto necessario, e questo per esempio ti rallenta nel tuo percorso e non ti permette a volte di passare di slancio e rapidamente al tuo obiettivo successivo. Nessuno crederà mai in te se non sei tu il primo a crederci veramente, e non stiamo parlando di chiacchiere mentali, ma di azioni e fatti concreti, di decisioni prese, con direzione e determinazione…

e purtroppo no, nessuno ti potrà amare davvero finché non sarai tu per primo ad avere uno sguardo non giudicante e accogliente, fatto di accettazione e ricco di amore incondizionato verso te stesso, indipendentemente e chiunque tu sia in questo momento della tua vita, e dall’attuale versione di te stesso…

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L’obiettivo non è combattere la mente ma esserne testimoni.

Swami Muktananda


Tutto è Uno, l’onda e la perla, il mare e la pietra. Nulla di ciò che esiste in questo mondo è al di fuori di te. Cerca bene in te stesso ciò che vuoi essere poiché sei Tutto. La storia del mondo intero sonnecchia in ognuno di noi.

Djalal-ud-Din-Rumi

“Faccio quello che sento farmi bene” ma siamo sicuri che le cose stiano davvero così?

Spesso viene completamente travisato il significato autentico di “PRENDERSI CURA DI SE STESSI” interpretandolo come “FARE QUALSIASI COSA CHE LA MENTE DECIDA DIA APPAGAMENTO”Prendersi cura di sé stessi, parte dall’ASCOLTO e il CONTATTO di sé e per fare questo, prima di tutto, è necessario “FERMARE LA MENTE”…

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Quanto profondamente sei in ASCOLTO ed in CONTATTO con il tuo vero sé? Quanto invece il tuo “io adattato” spadroneggia nella tua vita? e come ti blocca? come ti impedisce di realizzarti completamente e di fiorire nella tua unicità?

Non mi fraintendere, la mente, quella manifestazione che noi durante i laboratori chiamiamo “il CORPO PSICHICO E COGNITIVO”, nel nostro modello di lavoro è uno strumento importantissimo su cui e con cui lavoriamo in modo efficace ed unico, esattamente come lo sono il CORPO FISICO BIOLOGICO e MATERIALE, il CORPO ENERGETICO, il CORPO EMOTIVO.

Quello che voglio dirti è che si tratta di uno strumento e come tale richiede attenzione e cura oltre ad una certa maestria nell’utilizzarlo per ottenere e raggiungere i nostri obiettivi.

Soprattutto devi considerare che spesso è necessario avviare un lavoro di DISIDENTIFICAZIONE per ritornare a percepire la propria complessità e bellezza, per  iniziare a lavorare con le interazioni e le sinergie tra tutte le nostre parti. In questo modo possiamo essere davvero certi di essere LIBERI di SCEGLIERE, in ogni contesto, lo strumento più UTILE ed APPROPRIATO per affrontare in modo EFFICACE quella situazione vivendo nella PRESENZA  e CONSAPEVOLEZZA  del QUI ed ORA.

Inoltre come avrai già compreso alla DISIDENTIFICAZIONE egoica corrisponde anche l’inizio di un prezioso, autentico e ricco incontro con l’altro da sé, i tuoi compagni di gruppo per iniziare, e durante un’esibizione il pubblico…

Tu non sei la tua sola mente, YOU ARE MORE, tu sei di più. Se desideri conoscerti  più profondamente e vuoi PORTARE LA TUA VITA E LA TUA PERFORMANCE AL LIVELLO SUCCESSIVO, indipendentemente da dove ti trovi, sai che dovrai cambiare almeno una cosa, o forse probabilmente più cose, per ARRIVARE proprio là DOVE SPERI di ANDARE sia dal punto di vista PERSONALE che ARTISTICO e SPORTIVO. Una cosa è certa: ogni fase della tua vita richiede un altro “te”, perché di sicuro quello che ha funzionato per raggiungere il livello dove ora sei, non potrà condurti a quello successivo.

 

UP!

Il nostro obiettivo è quello di innescare, affiancare e sostenere in un percorso e in un processo di EMPOWERMENT l’atleta-artista e i gruppi nell’ambito del pattinaggio spettacolo. Per questo motivo PROGETTIAMO  PERCORSI UNICI E SU MISURA,  PER I TEAM O PER SINGOLI ATLETI. Proponiamo i LABORATORI nella FORMA LIBERA del WORKSHOP A RICHIESTA, nella FORMA STRUTTURATA del PROGETTO di PERCORSO.

 

Contattaci per un incontro conoscitivo e di approfondimento, per individuare il percorso adatto alle tue esigenze, agli obiettivi del tuo gruppo o per progettarlo insieme a noi.

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