artSKATERS intervista DÉJÀ VU

“Come la luna illumina la notte, noi tessitori di sogni facciamo risplendere la vita… credi osa e realizza i tuoi sogni, ora”…

Questa intervista è di un gruppo che si è rivelato una grande sorpresa quest’anno. Si tratta del gruppo Déjà Vu (società Roll Club ASD di Padova) allenato dal pluricampione mondiale di solo-dance e coppia danza Daniel Morandin. Dopo aver conquistato il secondo posto al campionato regionale veneto 2018, il gruppo Déjà Vu ha replicato con il bronzo al campionato italiano, conquistandosi la partecipazione al mondiale tenutosi a ottobre a Mouilleron Le Captif (Francia), dove con orgoglio ha vestito la maglia azzurra. Andiamo ad incontrare dunque Daniel Morandin e a conoscere meglio il gruppo Déjà Vu ringraziandoli innanzitutto per la disponibilità, la cura e la passione con cui hanno risposto alle nostre domande.

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• Qual è stato in questi anni il percorso di questo gruppo? Come vi siete preparati in questa vostra stagione in categoria effettiva? Con quale desiderio e obiettivo siete entrati in pista e come avete vissuto il campionato? Vi aspettavate di ottenere questi risultati?

D.M. + DÉJÀ VU — Il percorso di questo gruppo è stato “breve ma intenso”; difatti il nostro gruppo Déjà Vu è nato a ottobre del 2015 quasi “per gioco”. C’è da dire però, che alla base di questa nuova esperienza, ogni atleta può vantare nel proprio palmarès molteplici risultati in campo nazionale e internazionale. Quest’anno, la voglia di ottenere una convocazione ad una gara internazionale era tanta e questo obiettivo era il punto fisso di ogni nostro singolo allenamento. Non ci siamo creati aspettative, perché come si sa, deludono sempre… ma ci abbiamo messo il cuore, tutti insieme! 

• Raccontaci della coreografia “Noi, tessitori di sogni”: come è nata l’idea e come si è sviluppato il messaggio che vuole portare, è legato ad un tuo o un vostro vissuto, esperienza, emozione particolare?

D.M. + DÉJÀ VU — Questa è una delle idee che ho sentito di più. È arrivata all’improvviso, dopo averne scartate mille altre che non sentivo mie e dei miei ragazzi, che non riuscivo ad immaginare. Volevo portare in pista un messaggio comune a tutti. Ognuno di noi può immedesimarsi e interpretare a modo suo il nostro programma di gara, a partire da me, i miei atleti, compagni di squadra e tutti voi. Cosa raccontiamo? Il titolo, “Noi, tessitori di sogni” può risultare complesso ma cela un semplice significato… come richiesto ecco la storia del nostro disco: “Frenesia, ansia e paura sono alla base della giornata di tutti, ma lottando contro ogni avversità e non perdendo mai di vista i propri obiettivi, si realizzano quei sogni che possono apparire impossibile.” Prima di entrare in pista, lo speaker ufficiale legge queste parole che riportiamo qui di seguito… riteniamo che racchiudano un enorme significato: “Come la luna illumina la notte, noi tessitori di sogni facciamo risplendere la vita… credi osa e realizza i tuoi sogni, ora”

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• In genere come nasce una coreografia e come lavori alla sua costruzione? Come descriveresti il tuo stile come coreografo? Quanta importanza dai alla “forma” (il componente tecnico) e quanta al “contenuto” (il messaggio)? In che relazione stanno nella tua poetica? Quanto i tuoi atleti ispirano il tuo lavoro o vi partecipano direttamente o indirettamente?

D.M. + DÉJÀ VU — Una coreografia di una manciata di minuti nasconde un lavoro immenso; spesso nasce in un modo e poi si evolve in maniera completamente differente… spesso viene modificata in corso d’opera. La scelta del tema, il contenuto tecnico, le musiche e l’abito sono solo la punta dell’iceberg ed effettivamente è ciò che tutti possono vedere. L’unione di ogni singolo atleta, la ricerca di innovazioni, lo studio dell’interpretazione, la pulizia, la creazione di musiche ad hoc grazie a compositori professionisti e molto altro, è tutto ciò che non è visibile, ma necessario per la riuscita di un programma di gara. Contenuto tecnico e artistico vanno di pari passo e sono fondamentali in egual misura dal mio punto di vista; per l’aspetto tecnico serve una costante ricerca di precisione, crescita e novità. L’aspetto artistico invece, lo si ottiene curando ogni singolo particolare, ma soprattutto mettendoci il cuore, la passione e cercando di stupire e stupirsi giorno dopo giorno. Questa filosofia connota il mio lavoro da atleta e coreografo. Gli atleti sono la mia fonte di ispirazione; osservandoli, parlandoci, “studiandoli”, cerco sempre di trovare la coreografia che più li possa fare emergere. Partecipano direttamente e attivamente ogni volta che lavoriamo insieme: ascolto le loro idee, le loro emozioni e sensazioni per creare ogni volta un’ “opera d’arte”… in fondo lo sport è arte!

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• Quanta importanza dai come coreografo all’interpretazione della coreografia da parte dei tuoi atleti e come li formi in questo senso?  Come lavora il vostro gruppo per sviluppare le qualità comunicative ed espressive richieste in questa disciplina marcatamente artistica?

D.M. + DÉJÀ VU — L’interpretazione è una sorta di filo immaginario che unisce gli atleti o meglio ancora gli artisti e chi li guarda; come dicevo prima è fondamentale. Non sempre è semplice; spesso mi trovo davanti ad atleti “difficili”, timidi, chiusi, che solitamente devono solamente essere capiti… piano piano e con delicatezza si lavora sull’interpretazione e sulla crescita personale. Insieme ai miei atleti studio, parlo, provo… è più difficile di quanto si creda. Il lavoro di squadra e l’obiettivo comune creano il gruppo. Questo gruppo è composto da risorse preziosissime con stili e caratteristiche differenti. Ma l’unione fa la forza. Dato che ho toccato questo topic, cito Michael Jordan che dice: “Il talento ti fa vincere una partita. L’intelligenza e il lavoro di squadra ti fanno vincere un campionato.” Il gruppo Déjà Vu crede fermamente in queste semplici ma ricche parole. Spesso lavoriamo dividendoci in piccoli sottogruppi di atleti e lascio che siano loro stessi a osservare i compagni di squadra e fare in modo che ognuno possa crescere. Un compagno di squadra è il giudice più difficile da conquistare!

• Cosa pensi del progetto artSKATERS? Cosa potrebbe portare al tuo gruppo e al pattinaggio spettacolo un training specificatamente dedicato allo sviluppo del potenziale di interpretazione espressiva artistica?

D.M. + DÉJÀ VU — Io personalmente apprezzo molto queste iniziative in quanto ritengo che siano utili per arricchire la formazione degli atleti. Ogni anno studio i miei programmi di gara con mimi, attori e professionisti; lo stesso faccio anche con i miei gruppi. Anno dopo anno la disciplina dei gruppi show si sta sempre più evolvendo, tecnicamente ma ancor più artisticamente. Approfondire l’interpretazione espressiva artistica può fortificare, in quanto è utile per acquisire maggiore sicurezza in pista e creare la giusta sinergia per conquistare giudici e pubblico. 

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• Il training di artSKATERS lavora, oltre che sul potenziamento delle qualità interpretative, anche sulle qualità di Presenza e Consapevolezza, sul Team building e sul concetto di identità. Senti che Presenza e Consapevolezza siano attitudini importanti da sviluppare per gli atleti di un gruppo di pattinaggio spettacolo? Condividi la nostra visione in questo senso? 

D.M. + DÉJÀ VU — Certamente! Un gruppo di persone, in questo caso di atleti, devono avere piena consapevolezza del proprio corpo e di quello dei propri compagni che si muovono, danzano e pattinano a pochi centimetri di distanza. Gli spazi su cui ci esibiamo sono limitati e le difficoltà elevate… bisogna saper gestire tutte queste variabili che spesso nascondono imprevisti. L’esperienza è una buona base di partenza, ma ci vuole anche una continua e costante crescita.

• Ci piace chiamare il gruppo Team, ovvero un insieme che è più della somma delle sue parti e in cui ogni individuo possa portarsi in tutta la sua unicità e ricchezza partecipando e contribuendo ad andare in una direzione condivisa e con obiettivi comuni. Qual è il tuo pensiero rispetto a questo valore che riteniamo avere una valenza anche educativa? Pensi che sia importante lavorare sul Team building?

D.M. + DÉJÀ VU — Le più grandi aziende, le più grandi potenze mondiali hanno alle spalle un team, una squadra di collaboratori che lavorano verso un obiettivo comune… così avviene anche nello sport in generale. Il team ideale è costituito da profili differenti, ma allo stesso tempo da coerenza ed omogeneità che si basano su una profonda conoscenza reciproca e sulla capacità di tutti i componenti del Team di agire senza personalismi ed egoismi. Penso che nella vostra domanda si racchiuda la risposta… è un “valore”, difatti aiuta a crescere, educare e fortificare… personalmente e professionalmente.

• Un altro aspetto essenziale su cui ci piace portare l’attenzione è quello di identità, strettamente connesso a quello di responsabilità dei contenuti che si portano. Pensiamo che il pattinaggio offra un prezioso contenitore che può costituire una cassa di risonanza per veicolare messaggi di senso, e valori. Senti importante che ogni gruppo faccia una ricerca in questo senso per comprendere CHI si è, COSA si vuole comunicare e COME? Dove vi trovate rispetto a questo percorso?

D.M. + DÉJÀ VU — Nel corso della stagione appena passata, questo aspetto è emerso particolarmente… anche noi in prima persona abbiamo lavorato e stiamo tuttora lavorando affinché la nostra esibizione trasmetta con trasparenza valori comuni. Non è facile, per niente. Solitamente si sa “cosa” si vuole comunicare… ciò che è più complesso è il “chi” ma ancor più il “come”… il “come” è il “mezzo di trasmissione”, è l’aspetto più difficile… si pensi appunto che spesso non si riesce a trasmettere ciò che si vuole con la comunicazione verbale… noi dobbiamo farlo su 8 ruote ☺

• Come vedi e come vedete l’idea di intraprendere un percorso di sviluppo del potenziale individuale?  Sentite che potrebbe essere una opportunità preziosa?

D.M. + DÉJÀ VU — Nella specialità dei gruppi show, il singolo individuo è un tassello utile per costruire una struttura solida… se un tassello è più fragile o addirittura viene a mancare, la struttura può anche crollare, no? Lascio a voi le conclusioni.

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• A pochi giorni dal campionato del mondo svolto a Mouilleron Le Captif (Francia), raccontateci come avete vissuto il vostro primo mondiale e quali sono state le sensazioni, emozioni, aspetti positivi e negativi. Cosa vi siete “portati a casa” da questa esperienza? Come contribuirà nel vostro futuro da atleti e non solo?

D.M. + DÉJÀ VU — Per me è stato un grandissimo orgoglio accompagnare i miei atleti ma soprattutto compagni di squadra in questa nuova avventura. Ho cercato in ogni momento di trasmettergli forza e fiducia al fine di fargli vivere il loro sogno nel migliore dei modi. Poco prima di entrare in pista nei loro occhi ho visto un connubio di ansia, paura, emozione, forza, grinta… alla base di tutto c’era il cuore, la passione per questo sport e questa forma d’arte. Ora siamo tutti cresciuti, più forti più grandi. Siamo già al lavoro per la stagione 2019, la strada è sempre in salita ma insieme ai miei ragazzi, Ezia e Sandro (miei genitori, primi sostenitori e allenatori) affronteremo ogni momento con forza, grinta e cuore. 

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• Un’ultima domanda… cosa significa per te il pattinaggio spettacolo? Con il tuo incredibile bagaglio ed esperienza, cosa vorresti suggerire e augurare a tutti i pattinatori e pattinatrici di questa spettacolare disciplina?  

D.M. + DÉJÀ VU — Nelle precedenti domande mi sono dilungato anche troppo, quindi in quest’ultima domanda voglio essere più sintetico ma allo stesso tempo d’impatto. Il pattinaggio spettacolo è arte, crescita, forza… è vita! Dico solo di crederci, crederci sempre… nonostante tutto, nonostante tutti. Credeteci e osate, ora!

Il gruppo Déjà Vu ed io vi ringraziamo! Grazie alle vostre domande ci siamo fermati per un attimo a pensare e a riflettere… spesso non ci rendiamo conto di tutto ciò che si nasconde nel nostro mondo. In bocca al lupo per il vostro progetto che sentiamo molto vicino alla nostra passione.

Grazie, Daniel e gruppo Déjà Vu

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