SKATINGIDEA intervista Renovatio Skate

silence renovatio skate

Intervista a cura di Skatingidea

A seguito del Campionato Italiano e a ridosso ormai del Campionato Europeo, abbiamo l’occasione di intervistare RENOVATIO, un gruppo che da dieci anni primeggia nella categoria Piccoli Gruppi avendo anche rappresentato l’Italia in numerosi campionati europei e mondiali e che si è contraddistinto negli anni attraverso un lavoro di ricerca non solo estetica ma anche di contenuto e qualità del messaggio portato, attraverso lo studio delle emozioni e loro espressione.

  • Qual è il vostro punto di vista rispetto al momento attuale per la disciplina dei gruppi show? Quali sono state le novità, quali i punti di forza e i punti deboli del campionato italiano?

RENOVATIO SKATE
Abbiamo visto molti gruppi impegnati a migliorare il livello tecnico sia di tecnica individuale che di gruppo, abbiamo visto molta velocità e tutti questi miglioramenti sono dei chiari indicatori di una disciplina in continua crescita.
Alcuni si sono impegnati e distinti dal punto di vista artistico. Fattore che ci sta particolarmente a cuore.
In particolare nei piccoli gruppi abbiamo visto primeggiare temi più profondi rispetto al passato, più rischiosi e facilmente criticabili a volte, ma molto più vicini a ciò che per noi è l’arte: un mezzo di comunicazione.
Questi cambiamenti sono di sicuro un’influenza della roll art che entrerà presto in vigore e questo ci entusiasma e ci ricorda quanto è importante darsi da fare.
Abbiamo ancora tutti allenatori, atleti e coreografi tanto lavoro davanti per portare il pattinaggio ad esprimersi in modo completo. Noi siamo felici di metterci in gioco!

  • Renovatio ha portato quest’anno un tema sicuramente attuale e in chiave molto particolare con la coreografia Silence. Come avete accolto inizialmente la proposta di Massimo, come si è sviluppata la coreografia e quanto la sentite “Vostra” nel messaggio che porta?

RENOVATIO SKATE
All’inizio, la proposta di Massimo è stata spiazzante. Stavamo lavorando ad un’altra coreografia, ad un altro tema e l’idea di cambiare completamente non l’avevamo nemmeno presa in considerazione. Poi, lui ci ha fatto ascoltare una musica nuova, diversa da tutto ciò che avevamo ascoltato fino a quel momento. È stato illuminante. Qualcosa di trascinante, di misterioso quasi. Il vecchio progetto è stato abbandonato ed è nato il lavoro di quest’anno. “Silence” è un’allegoria perfetta del mondo di oggi, pieno di frenesia, di caos e con pochissimo spazio per la tranquillità, la pace, la riflessione. È una coreografia sulla necessità di fermarsi, ogni tanto, a contemplare ciò che ci portiamo dentro. In pista, la musica cresce piano piano, fino a diventare quasi insopportabile. Poi, arriva il silenzio ed è come una specie di dono inaspettato. Magicamente, ti accorgi che tutto ciò che viene dopo la quiete ha un altro senso, un altro sapore. Forse, il silenzio serve proprio a questo: a ricordarci che la vita, con tutti i suoi suoni, è un dono da aspettare. In silenzio, naturalmente.

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  • Cos’è l’espressività e quanto conta nel pattinaggio spettacolo? Come può un artista pattinatore crescere nelle sue qualità artistico espressive?

RENOVATIO SKATE

L’espressività, assieme alla musica e ai movimenti che facciamo sui pattini, è ciò che ci permette di comunicare un messaggio e coinvolgere chi ci guarda. Nel pattinaggio è, a nostro avviso, fondamentale, perché rappresenta la chiave di lettura di una coreografia, che la rende comprensibile anche a chi non pratica questo sport e non ne conosce gli aspetti più tecnici, e ovviamente permette a noi di esprimere le nostre emozioni affinché la coreografia non si limiti ad essere una serie di passi e movimenti sulla musica, ma, ci piace pensare, lasci qualcosa a chi ci guarda e soprattutto a noi. Nella nostra esperienza con artSKATERS abbiamo imparato che per coinvolgere chi ci guarda è fondamentale che l’emozione che vogliamo trasmettere sia autentica e che arrivi dal profondo, e per fare questo è necessario, iniziare a sentire in modo consapevole, ed imparare a riconoscere e comprendere ciò che proviamo.

  • Cos’è il training di artSKATERS, e come vi siete sentiti in questo lavoro? Quali sono state le sfide e quali i benefici che avete incontrato?

RENOVATIO SKATE
Il training di artSKATERS è un percorso mirato a formare atleti-artisti dotati di chiarezza comunicativa, ricchezza espressiva, consapevolezza e presenza emotiva. Per lavorare su tali obiettivi ci siamo adoperati soprattutto in campi di ricerca ed esperienza corporea come la bioenergetica, il teatro, la recitazione fisica, a noi totalmente estranea, e la danza, per la maggior parte del tempo attraverso improvvisazioni.
Il lavoro è molto più duro e profondo di quanto possa sembrare dal momento che la comunicazione, l’espressività di cui si parla vuole essere autentica, sincera, ‘sentita’, dovuta ad emozioni vere, e per questo vive nel momento della performance.
Ecco allora che ognuno di noi deve andare oltre i limiti che si è imposto, deve superare quelle barriere difensive che si è costruito nella vita per non svelarsi completamente.
Ci siamo sentiti molto in difficoltà all’inizio. E’ stato come mettersi a nudo. Allo stesso tempo era molto bello percepire l’impegno di tutto il gruppo. Ci siamo uniti molto, ci siamo conosciuti meglio… forse di più in queste ore passate insieme ad esplorare le emozioni rispetto a tante ore passate in pista ad allenarsi.
Abbiamo fatto esperienza di ascolto di sé, riconoscendo quali emozioni frequentiamo di più, quali rifuggiamo, quali nascondiamo, quali non gestiamo per poter accoglierle ed offrire all’altro.
Ci siamo armonizzati tra noi, ci siamo confrontati sulla percezione della coreografia di gara e su ciò che ognuno di noi sentiva, creando uno scenario unico da portare durare la performance.
Questa armonia e questa unione ha fortificato ancora di più la nostra identità, il significato che ha per noi indossare i pattini e scendere in pista. Qual è il ruolo di cui ci vestiamo. L’identità è un punto molto importante per Renovatio… Forse uno dei più importanti. E’ ciò che ci da la forza di andare avanti anche su una strada più dura di altre, ciò che ci da l’entusiasmo ad ogni allenamento, che ci restituisce energia dopo le delusioni e che ci riempie di gioia ad ogni successo… anche i più piccoli.

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  • Come dovrebbe essere il pattinaggio spettacolo nella sua più alta espressione? Cosa potrebbe far evolvere questa disciplina ad un nuovo livello artistico ed espressivo?

RENOVATIO SKATE

La “vision” che abbiamo da sempre del pattinaggio a rotelle è di una forma d’arte come la danza, la pittura, la scultura, la musica, la poesia.
Sentiamo nel cuore che lo scorrere delle ruote, assieme al movimento del corpo, all’espressività dei gesti può essere un gesto altamente comunicativo.
Da tale punto di partenza possiamo condividere che ci piacerebbe che il pattinaggio spettacolo ambisse a trattare temi impegnati, ma con la stessa delicatezza della Poesia; rifiutando l’eccessiva immediatezza comunicativa, tanto di successo quanto banale. Ci piacerebbe che le coreografie si sforzassero di intervenire criticamente sui problemi del quotidiano, offrendo agli spettatori spunti di riflessione da sviluppare individualmente. Al contempo, la nostra disciplina dovrebbe scandagliare l’animo umano nelle sue più sottili sfumature, declinando i virtuosismi tecnici in funzione del messaggio che si vuole esprimere e, soprattutto, condividere.
Dovremmo ampliare i nostri pubblici e “palcoscenici”, ma per farlo riteniamo necessario investire seriamente sulle nostre abilità espressivo-comunicative e sulla nostra formazione artistica; vale la pena intraprendere una ricerca in profondità in questa direzione, per restituire a chi sceglie di fruire delle nostre coreografie messaggi efficaci eppure mai scontati, mai definiti una volta per sempre. Soprattutto, crediamo che il pattinaggio dovrebbe dialogare costantemente con le arti visive e la letteratura, screditando l’opinione diffusa (che tuttavia spesso non vogliamo riconoscere) che legge nella nostra arte uno sport eccentrico, persino kitsch, che bada molto all’apparenza e poco alla sostanza. Dovremmo liberarci dall’ossessione di superare gli altri, puntando piuttosto a superare noi stessi; lavorando tutti (atleti-artisti, allenatori e coreografi) nella stessa direzione, siamo convinti potremmo, come ricorda Caparezza – che ci piace citare perché tanto importante nello studio della nostra coreografia 2018 – «superare il concetto stesso di superamento». E, finalmente, «stare [davvero!] bene».

  • Cosa vi aspettate e proponete per questo evento internazionale? Con quali intenzioni e quali emozioni entrerete in pista?

RENOVATIO SKATE
Il campionato europeo è sicuramente una vetrina importante. Tutte le volte che possiamo allargare i nostri lavori ad un grande pubblico, sentiamo di fare qualcosa che va oltre noi stessi.
La stessa gara è un momento creativo che avviene ASSIEME al pubblico, non PER il pubblico.
Certamente lavoriamo tutto l’anno sulla tecnica. Eppure in quel momento ci impegniamo ad eseguirla come se essa non esistesse, l’intenzione quindi é quella di riuscire a coinvolgere il pubblico, farlo immedesimare e magari farlo anche riflettere: Silence è un tema che sentiamo molto. Particolarmente adatto a questo momento storico. Speriamo di arrivare al cuore ma anche alla testa di tante persone.

Le emozioni sono quindi tante. Tutte le emozioni che raccontano la nostra coreografia ma anche tutte quelle che ci chiamano da fuori… la tensione, la preoccupazione, la responsabilità (qualcuno di noi pattina per il primo anno con Renovatio). La nostra intenzione è lasciare spazio alle prime con l’aggiunta di tanta determinazione e grinta!

  • Verso che direzione andate come gruppo e che obiettivi avete per il vostro futuro?

RENOVATIO SKATE
Ci siamo sempre resi conto che il contesto delle gare non è adeguato ad una visione così alta di questa disciplina artistica. Ciononostante è il più efficace (a livello di visibilità) che finora abbiamo sperimentato. Abbiamo cercato di adeguarci ai limiti dei regolamenti (in particolare i limiti di tempo e i limiti scenografici) ma soprattutto ai limiti derivanti dalle rivalità tra i gruppi.
Pensiamo che l’arte non debba essere divisiva, ma abbiamo cercato di farcene una ragione, cercando di insegnare anche ai nostri atleti e alle famiglie che li accompagnano l’onestà e se non uno spirito artistico, almeno quello sportivo!
Siamo enormemente grati di tutte le possibilità che in questi anni abbiamo avuto di mostrare i nostri lavori in ambito nazionale ed internazionale. Anche se ci siamo impegnati molto per mediare tra le necessità del regolamento di gare e le nostre aspirazioni artistiche, non era per niente scontato riuscire a competere con i gruppi italiani che sono cresciuti tantissimo di livello in questi anni.
I nostri obiettivi sono di allargare la visibilità del pattinaggio a rotelle a contesti di tipo diverso da quello delle gare senza abbassarne la qualità tecnica, di fare incontrare il pattinaggio con altri tipi di arte e di mantenere alto il valore di questa disciplina sportiva di cui siamo innamorati e che merita apprezzamento anche al di fuori dei circuiti a noi conosciuti.